Lesione della cuffia dei rotatori

rottura cuffia dei rotatori

Cos’è la rottura della cuffia dei rotatori?

Quando parliamo di una lesione della cuffia dei rotatori intendiamo una rottura, parziale o completa, dei tendini dei principali muscoli stabilizzatori della spalla. Questi muscoli abbiamo detto altre volte sono il sovraspinoso, sottospinoso, sottoscapolare e piccolo rotondo.

La diagnosi si avvale di test clinici basati sui dati forniti dal paziente e si completa con indagini strumentali come ad esempio l’ecografia e la risonanza magnetica.

Sintomi

I sintomi possono variare in base alla causa della lesione dei tendini della cuffia: infatti se la rottura avviene per eventi traumatici avremo dolore dalla spalla fino alla parte superiore del braccio e impossibilità o riduzione di forza nell’abduzione (ovvero il movimento per alzare lateralmente il braccio) a secondo del grado di lesione.

Se invece la causa della lesione è di tipo degenerativo, quindi il tendine viene usurato con il passare del tempo (parliamo di mesi o anni), il dolore potrebbe non essere presente, ma si svilupperà un crescente impossibilità ad elevare lateralmente il braccio.

Cause

Le cause che possono portare alla lesione della cuffia dei rotatori abbiamo accennato che possono essere di due tipi: traumatica e degenerativa.

Nel caso dell’evento traumatico, la caduta sul braccio esteso o la lussazione anteriore di spalla sono i casi principali. In queste occasioni i muscoli principalmente coinvolti sono il sovraspinoso e il sottoscapolare.

L’origine degenerativa invece è ad insorgenza più subdola perchè può avvenire tramite una serie di micro-traumatismi ripetuti, ad esempio sul lavoro, oppure a causa di un’alterazione della biomeccanica della spalla, come può avvenire per la sindrome da impingement . Questa infatti può provocare con il passare del tempo una lesione o perfino una rottura dei muscoli della cuffia dei rotatori.

Trattamento

Il trattamento per recuperare al massimo la funzionalità senza dolore della spalla può essere di tipo conservativo, ovvero fisioterapico senza ricorrere alla chirurgia, oppure chirurgico, tramite intervento svolto dal chirurgo ortopedico.

La scelta tra trattamento conservativo e trattamento chirurgico si basa sui seguenti fattori:

  • Età del paziente
  • Attività svolte
  • Grado di lesione
  • Dolore
 

In caso di trattamento chirurgico, l’intervento prevede la sutura del tendine lesionato, svolto oggi con tecniche mini-invasive quali l’artroscopia. A seguito di ciò il paziente porterà un tutore per un tempo variabile a seconda dell’operazione svolta dal chirurgo.

È molto importante a seguito di trattamento chirurgico svolgere attività di fisioterapia in modo continuo; questo perché il complesso articolare della spalla sembra essere molto soggetto a sviluppare rigidità e deficit funzionali se tenuto a lungo in condizioni di immobilità. Per questo dopo la prima settimana dall’intervento sarebbe opportuno iniziare fisioterapia per poter riacquistare la mobilità persa ed in seguito la forza e le varie attività funzionali o sportive se necessario.

In linea di massima, in soggetto adulto normale il tempo di ripresa delle attività di vita quotidiana in autonomia e senza dolore si aggira intorno alle 16-20 settimane, mentre per uno sportivo sono necessarie circa 24 settimane per riprendere la propria attività, a causa della maggiore richiesta funzionale.

Immagini tratte da Google Immagini.

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